Marzo passò
- aleliu
- 2 giorni fa
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La seconda metà di marzo sull’isola di Ponza è stata caratterizzata da un’alternanza continua tra momenti di intensa attività migratoria e condizioni meteorologiche difficili, che hanno spesso messo alla prova il lavoro sul campo.
Dopo un inizio piuttosto tranquillo, con poche catture ma i primi segnali dell’arrivo dei migratori a lunga distanza – tra cui i primi luì grosso e prispolone della stagione – la situazione è progressivamente migliorata grazie a giornate più stabili. In queste finestre di bel tempo si è assistito a un aumento significativo del numero di individui, con giornate che hanno superato anche le 150–180 catture e una presenza consistente di rondini, codirossi comuni e codirossi spazzacamino. Tra le osservazioni più interessanti, l’arrivo della prima tordela stagionale.
Il picco migratorio si è registrato il 22 marzo, con oltre 400 individui inanellati in una sola giornata, nonostante condizioni meteorologiche instabili. La giornata è stata dominata da tordi bottacci e luì piccoli, accompagnati da nuove specie per la stagione come frullino, fanello e sterpazzola.
Nei giorni successivi, l’avvicinarsi di una forte perturbazione ha portato a un progressivo calo dell’attività, fino alla chiusura precauzionale delle reti a causa di venti molto intensi. La tempesta ha effettivamente colpito l’isola, imponendo una pausa forzata nelle attività e determinando un netto calo delle catture anche nei giorni immediatamente successivi.
Con il graduale miglioramento delle condizioni, la migrazione è ripresa, seppur in modo irregolare. Tra le osservazioni più rilevanti, l’arrivo delle prime cutrettole, della balia nera e di un torcicollo, oltre a una piacevole sorpresa rappresentata da un pettazzurro inanellato proveniente da Praga.
Non sono mancati nuovi picchi di attività, con un’altra giornata oltre i 400 individui, alternati però a momenti di stasi legati a vento e pioggia.
Nel complesso, questo periodo evidenzia bene la forte dipendenza della migrazione dalle condizioni meteorologiche: a fasi di intenso passaggio si sono alternati giorni quasi privi di movimento, sottolineando quanto il lavoro degli inanellatori richieda adattamento continuo e una buona dose di pazienza.



























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