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Quando cambia il vento

  • aleliu
  • 13 ore fa
  • Tempo di lettura: 2 min

Dopo uno dei picchi migratori più eccezionali degli ultimi decenni, la seconda settimana di maggio a Ponza ha portato un graduale ma evidente cambiamento di ritmo, fortemente influenzato dalle condizioni meteorologiche. Sebbene l’inizio del periodo abbia continuato a produrre numeri molto elevati di migratori, l’arrivo persistente di venti occidentali ha progressivamente rallentato la migrazione sul Mar Tirreno centrale.

I primi giorni sono rimasti particolarmente intensi. Condizioni stabili ma nuvolose, con temperature miti e poco vento, hanno comunque portato giornate con oltre 900 uccelli inanellati, ancora una volta dominate da beccafico (Sylvia borin) e canapino maggiore (Hippolais icterina). In alcuni momenti i numeri sono stati talmente elevati da costringere il team a chiudere temporaneamente alcune reti per permettere una gestione sicura degli individui catturati. Nonostante l’enorme abbondanza delle specie dominanti, la diversità specifica è rimasta impressionante, con specie come codirossone (Monticola saxatilis), gruccione (Merops apiaster), pigliamosche (Muscicapa striata) e cuculo (Cuculus canorus) osservate con regolarità.


Entro il 9 maggio, altri mille uccelli erano stati inanellati in appena due giorni, confermando il carattere eccezionale di questa primavera migratoria. Tuttavia, il previsto peggioramento del tempo è arrivato rapidamente e la migrazione ha reagito immediatamente. A Ponza, infatti, l’arrivo di forti venti da ovest coincide quasi sempre con una drastica riduzione dell’attività migratoria, poiché gli uccelli evitano l’attraversamento del Tirreno centrale in condizioni sfavorevoli.

Dal 10 maggio in poi, i numeri sono quindi diminuiti drasticamente per la prima volta dopo quasi un mese, con alcune giornate sotto i 100 individui e successivamente soltanto poche decine di catture. Nonostante ciò, anche nei periodi più tranquilli Ponza ha continuato a regalare osservazioni di grande interesse e importanti dati scientifici.

Tra i casi più interessanti vi è stata la ricattura di un pigliamosche (Muscicapa striata) inanellato sull’isola nel maggio 2025 e nuovamente catturato nel maggio 2026, molto probabilmente un individuo nidificante appartenente alla sottospecie più scura tyrrhenica, tipica delle isole tirreniche.


Un’altra ricattura notevole ha riguardato un passero domestico (Passer domesticus) maschio inanellato nel 2019 e ricatturato questa primavera: l’individuo ha quindi almeno sette anni ed è ancora in ottime condizioni.


Nonostante il generale rallentamento della migrazione, le sorprese non sono mancate. Durante un giro di chiusura delle reti in un pomeriggio ventoso, la stazione ha catturato soltanto la quarta ghiandaia marina (Coracias garrulus) mai registrata nel progetto, dopo le precedenti del 2002, 2004 e 2022. Anche con pochissimi migratori, quindi, specie rare e spettacolari possono ancora comparire improvvisamente a Ponza.


La persistenza dei forti venti occidentali è infine culminata in una vera e propria tempesta, con raffiche fino a 75 km/h che hanno imposto la chiusura completa delle reti. Tuttavia, le attività sul campo sono proseguite ogni volta che le condizioni lo hanno consentito e, anche in queste giornate difficili, sono state osservate specie molto interessanti, tra cui due differenti forme di sterpazzolina: la sterpazzolina occidentale (Curruca iberiae) e la sterpazzolina di Moltoni (Curruca subalpina), entrambe maschi adulti.


Nel complesso, questo periodo mostra perfettamente quanto stretto sia il legame tra condizioni meteorologiche e dinamiche migratorie a Ponza. Dopo settimane di intensità eccezionale, la stagione ha vissuto un rallentamento temporaneo dovuto ai persistenti venti occidentali, continuando però a offrire osservazioni affascinanti e momenti indimenticabili, ricordandoci che anche nelle giornate più tranquille le sorprese sull’isola sono sempre possibili.


 
 
 

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