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Stagione da record

  • aleliu
  • 6 ore fa
  • Tempo di lettura: 2 min

Gli ultimi giorni della stagione di inanellamento a Ponza sono stati caratterizzati da un progressivo rallentamento della migrazione, influenzato sia dalla persistenza dei venti occidentali sia dall’avvicinarsi della fine del periodo migratorio primaverile. Nonostante numeri più contenuti rispetto alle settimane precedenti, l’isola ha continuato a regalare osservazioni interessanti fino all’ultimo giorno di attività.

Le giornate tra il 19 e il 22 maggio hanno visto catture comprese tra circa 150 e 300 individui al giorno, con una netta dominanza di pigliamosche (Muscicapa striata), canapino maggiore (Hippolais icterina) e beccafico (Sylvia borin). In particolare, il pigliamosche ha rappresentato la specie più abbondante della fase finale della stagione, con giornate in cui costituiva oltre il 90% delle catture insieme al canapino maggiore.


Anche in questa fase conclusiva non sono mancate nuove specie per la stagione e osservazioni degne di nota. Tra queste, l’arrivo della prima averla piccola (Lanius collurio) dell’anno, specie tipica della tarda primavera, e un bellissimo maschio di passero solitario (Monticola solitarius), una delle ultime sorprese della stagione.


Il 23 maggio, dopo 88 giorni di attività sul campo, la stazione ha ufficialmente chiuso le reti, concludendo una stagione eccezionale sotto molti punti di vista. Con 24.014 uccelli inanellati, il 2026 ha infatti stabilito un nuovo record storico per il progetto. Oltre agli straordinari numeri complessivi, la stagione è stata caratterizzata anche da catture particolarmente rare e interessanti, come la quarta ghiandaia marina (Coracias garrulus) registrata in 25 anni di attività.


Importanti anche le numerose ricatture internazionali, con individui provenienti da Germania, Svezia, Repubblica Ceca, Malta, Lituania e Bielorussia, oltre a ricatture locali di uccelli già inanellati a Ponza negli anni precedenti. Questi dati confermano ancora una volta il ruolo fondamentale dell’isola come punto strategico lungo le rotte migratorie euro-mediterranee.

La conclusione della stagione rappresenta anche un momento per ringraziare tutte le persone che hanno reso possibile questo progetto: volontari, studenti, ricercatori, guide naturalistiche, sostenitori, visitatori e chi ha seguito quotidianamente gli aggiornamenti della stazione. Dietro ai numeri e ai risultati scientifici ci sono infatti settimane di lavoro intenso, collaborazione, amicizie e passione condivisa per la migrazione e la conservazione degli uccelli.

Con la chiusura delle reti termina quindi un’altra primavera straordinaria a Ponza, ricca di sorprese, nuovi incontri e dati preziosi per la ricerca scientifica. Ora non resta che attendere la prossima stagione migratoria.


 
 
 

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